La Chanson d'Aspremont

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Profilo letterario del dodicesimo secolo

Il dodicesimo secolo sotto il profilo letterario fu il grande “secolo” segnato in tutta la nostra Penisola dall’affermarsi in modo lento e progressivo della letteratura di tipo epico-cavalleresco caratterizzata dalla fusione di due distinti cicli eroici, quello bretone da un lato e quello carolingio dall’altro che fondendosi, insieme hanno dato origine alle più grandi opere della letteratura medievale.

Anche la Calabria e la città di Reggio in particolare non restarono estranei a questo fenomeno di notevole portata culturale e dagli ampi risvolti sociali.

Infatti proprio nel territorio della fantastica città di Risa, nome della splendida città dello Stretto al tempo dei Normanni, fu scritta da un autore anonimo intorno alla metà del XII sec. la Chanson d’Aspremont appartenente al ciclo carolingio oggi considerata da numerosi critici della letteratura medievale, tra le più illustri opere di origine normanna e quale Prologo stesso della Chanson de Roland che anticipa di circa due secoli l’Orlando Innamorato del conte Matteo Maria Boiardo e l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.

Si tratta di una chanson de geste che nasce sul ciclo carolingio e che racconta la storia d’amore tra Ruggiero e Gallicella al tempo della caduta della stessa città di Risa a opera delle continue incursioni saracene e la storia di Rolandino che viene nominato cavaliere proprio in Aspromonte. Vari sono i temi che nella struttura dell’opera caratterizzano questa canzone dalle gesta eroiche: la lealtà verso il sovrano, la fede in Cristo e nella sua Chiesa, in opposizione ai musulmani, il senso dell'onore, l'eroismo in battaglia.

La trama, nel suo articolato e avvincente sviluppo tipico delle opere a sfondo cavalleresco, racconta alcuni aspetti della vita della città ormai cristianizzata; ed è proprio in questo contesto storico-sociale che si dipanano le vicende di Ruggiero di Risa che decide di lasciare la città dello Stretto per raggiungere in Africa l’amico Milone per comunicargli ufficialmente l’avvenuto perdono da parte del cognato Carlo Magno.

Una volta giunto in Africa però Ruggiero, non conoscendo la strada da percorrere per raggiungere l’amico Milone, inizia a girovagare senza una meta fissa, giungendo così alla corte del Re Guarnieri si innamora della figlia di questo Claudiana, una donna molto dolce e affascinante.

I due dopo un breve periodo di corteggiamento, si innamorano e clandestinamente decidono di lasciare l’Africa imbarcandosi su una nave. Durante la fuga però la nave viene attaccata da una flotta di pirati prontamente sconfitti dalla forza del valoroso Ruggiero, ma nel frattempo la bella Claudiana cadde in mare e malgrado Ruggiero la cerchi incessantemente è costretto a rassegnarsi credendola morta.

La nave quindi, in balia dei venti e delle tempeste trasportò il valoroso Ruggiero in Sicilia e poi a Risa.

La giovane Claudiana però non è morta poiché soccorsa da un giovane capitano di un’altra nave che la conduce in Armenia dove dà alla luce un bimbo di nome Cladinoro.

Intanto presso la corte di Carlo Magno giungono gli emissari dall’Oriente per trattare circa lo scontro decisivo che avrà luogo proprio nelle splendide montagne dell’Aspromonte. A questo punto le truppe cristiane si prepararono al cruento scontro; Rolandino (nome del giovane Orlando) fugge dal castello di Risa e si unisce segretamente alle truppe cristiane nello scontro contro i Mori d’Africa. Agolante insieme ai figli Almonte, Trojano e la bella Gallicella giunse proprio nelle acque antistanti la città di Risa per attaccare combattimento. Durante le sfide a singolar tenzone venne proposto a Ruggiero da uno dei figli di Agolante di abbandonare la religione cristiana e il suo regno per diventare re di un nuovo regno in Africa, ma Ruggiero alzando la sua visiera rifiutò prontamente.

Gallicella, presente al colloquio, dopo aver visto il volto di Ruggiero se ne innamorò ma anche Ruggiero, colpito dalla bellezza della fanciulla se ne innamorò all’istante, si avvicinò alla fanciulla, la fece scendere da cavallo, gli confessò il suo amore e la condusse nella città di Risa presentandola come sua sposa. A questo punto però Beltramo, perfido fratello di Ruggiero, lo uccide e Gallicella, distrutta dal dolore, lascia Risa e si ritira in un bosco dell’Aspromonte dove muore poco tempo dopo aver dato alla luce due figli.

Intanto Namo, un altro eroe cristiano, salì sull'Aspromonte e uccise il Grifone, mitico animale alato, mentre Rolandino uccise l'eroe saraceno Almonte nei cruenti scontri.

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